La scuola dell'infanzia ideale

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La scuola dell'infanzia - comunemente detta scuola materna o semplicemente asilo - è quella scuola che si rivolge  a bimbi di età compresa tra i 18 mesi (3 anni) ed i 6 anni. Dopo la scuola materna - che non è obbligatoria - i bambini entrano nella fascia scolare dell'obbligo con la prima elementare.

La scuola dell'infanzia ha lo scopo di favorire e accompagnare la crescita del bambino con attività ludiche o educative. Grazie al contatto con gli altri bambini e all'azione degli educatori, i bambini sviluppano:

  • capacità di espressione linguistica;
  • capacità motorie.

 

Ed inoltre imparano a condividere e a giocare con gli altri bambini, a stare in gruppo, a distaccarsi dalla famiglia senza avvertire come un trauma l'allontanamento.

Le attività previste nella scuola dell'infanzia sono ripartite in tre gruppi:

  • attività ordinate (che si svolgono a tavolino);
  • attività libere (gioco all'aria aperta, sport etc.);
  • attività pratiche (mensa, igiene personale, attività in bagno).

 

Per le attività ordinate sono previste delle zone al chiuso con dei banchetti e delle sedie. Ogni classe (detta "sezione") deve avere la sua zona di attività e non è possibile mescolare tra di loro le diverse sezioni. Per le attività libere si possono invece avere degli spazi in comune, sia al chiuso che all'aperto. Per le attività pratiche gli spazi sono in comune, e ovviamente solo al chiuso.

Se queste sono le caratteristiche generali di tutte le scuole per l'infanzia, ogni scuola ha poi peculiarità che la rendono unica. Per questo motivo, la scelta della scuola materna è per un genitore estremamente difficile: egli deve valutare gli aspetti pratici (sicurezza, presenza di spazio sufficiente, qualifiche del personale addetto all'educazione) e al contempo valutare anche gli aspetti legati alla "qualità" dell'ambiente stesso.

 

Nel complesso, le caratteristiche da considerare sono:

  • presenza di aule per lo svolgimento delle attività ordinate e provviste di banchi, sedie, giocattoli e attrezzature di vario genere;
  • presenza di spazi per le attività in comune, sia al coperto che all'esterno;
  • sicurezza degli ambienti: prese coperte, scale messe in sicurezza con grate e cancelli, assenza di oggetti pericolosi etc.;
  • pulizia degli ambienti, sia quelli in cui i bambini passeranno il loro tempo sia quelli in cui vengono preparati o consumati i pasti.

 

Al di là della struttura, bisogna poi informarsi su:

  • programma didattico previsto dagli educatori;
  • attività extra come quelle sportive, le gite, le recite etc.;
  • insegnamento dell'inglese;
  • presenza di giochi e di attrezzature.

 

Al secondo posto nella scala delle priorità, dopo la valutazione degli elementi che abbiamo appena indicato, ci sono la comodità e la raggiungibilità della struttura: se il luogo di residenza è in Corso Buenos Aires a Milano è inutile scegliere la scuola materna in piazza Duomo. Se si lavora nel quartiere Infernetto di Roma, bisognerà cercare la scuola materna Infernetto o nei dintorni. Insomma, la scuola materna ideale è quella che si trova nelle vicinanze della casa o dell'ufficio, perché in questa maniera diventa molto più facile gestire gli spostamenti e gli imprevisti.


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Opinioni Meliusform: le opinioni sui Master

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Ogni volta che finisce un corso, la Business School Meliusform chiede ai corsisti di compilare un questionario per ottenere un feedback sul master che si è appena concluso. Tutte le opinioni su Meliusform sono liberamente consultabili in rete senza alcun filtro. Su internet possiamo trovare sia i pareri negativi che quelli positivi, anche se bisogna ammettere che sono quelli "buoni" a prevalere.

Le domande che Meliusform pone ai corsisti sono quattro:

  1. Quali argomenti sono stati particolarmente utili e preziosi ai fini dell'apprendimento e dello sviluppo della competenza professionale?
  2. La formazione acquisita sarà spendibile nel futuro professionale?
  3. Come valuti l'organizzazione ed il materiale didattico?
  4. Com'è il rapporto qualità/prezzo?

 

Le opinioni sui contenuti dei corsi

Per quanto riguarda i contenuti, i corsisti risultano molto soddisfatti. Sono due gli aspetti su cui gli intervistati sembrano insistere maggiormente: il primo è la qualità del corpo docente, che presenta spiccate doti comunicative e capacità di interagire con l'aula. "Il contributo dato dai docenti, molto preparati, i quali si sono fatti capire in tutti gli argomenti trattati" è l'aspetto più apprezzato da uno dei corsisti, mentre un altro sottolinea lo "scambio professionale con i docenti ed i colleghi". Dal taglio simile il giudizio di questo allievo: "Grazie al contributo di alcuni docenti gli argomenti trattati sono stati dettagliati e comprensibili allo stesso tempo". "Particolarmente utile ai fini dell'apprendimento è stato il taglio pratico degli argomenti trattati in aula." Non manca infine chi dice di aver gradito particolarmente le esercitazioni pratiche: "Tutte le esercitazioni sono state particolarmente interessanti e utili, per tale motivo personalmente ritengo che ci si poteva soffermare di meno sulla teoria."

 

Le opinioni sulla spendibilità del Master

I corsisti Meliusform si dividono tra quelli che sono appena usciti dall'Università e sono in cerca del primo lavoro, quelli che desiderano cambiare lavoro e quelli che vogliono approfondire alcune tematiche per crescere nella propria professione. Nonostante queste diversità, le testimonianze sono più che positive e alla domanda "Pensi che il master sarà spendibile nella tua vita professionale futura?", la maggior parte degli intervistati ha risposto di sì. "Sicuramente si, - spiega una ragazza - avendo una laurea in sociologia avvertivo l'esigenza di specializzarmi nel settore." "Ritengo di aver acquisito conoscenze utili, pratiche e mirate, nonché allargato le competenze utili alla figura professionale che dovró svolgere." Oltre al trasferimento delle competenze, il master insegna anche a conoscere il mondo del lavoro, con le "tante piccole nozioni che mi permetteranno di avere una visione completa nel contesto lavorativo". Più prudente, invece, la risposta di chi scrive: "Si, nella consapevolezza di dover costantemente aggiornare le conoscenze."

 

Le opinioni sull'organizzazione e il materiale didattico e sul rapporto qualità/prezzo

I master Meliusform vanno incontro alle esigenze dei partecipanti (anche quelli che lavorano) senza che ciò influisca sulla qualità delle lezioni. Questo aspetto sembra essere particolarmente apprezzato dai corsisti, che spiegano che l'organizzazione "è priva di difetti", oppure "molto buona e con la piena disponibilità dello staff", con "dispense chiare" e nel complesso "efficaci per svolgere la professione". Tra i limiti individuati nel materiale didattico c'è invece quello della mancanza "in alcuni casi dei riferimenti bibliografici".

Sul rapporto qualità/prezzo i pareri sono assolutamente unanimi: rapporto "ottimo", "adeguato", "buono", "conveniente", "concorrenziale" anche "considerando la grande competitività della quota di partecipazione rispetto alle altre offerte sul mercato". Il valore aggiunto dei master Meliusform, spiega un corsista, "è rappresentato dalla possibilità di seguire le lezioni anche in audio-video streaming."


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IAL. Innovazione Apprendimento Lavoro a sostegno dell'occupabilità

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Lo IAL è un'impresa a carattere "sociale" che si occupa di formazione per i lavoratori, di consulenza in ambito lavorativo e di orientamento a favore dell'incontro tra domanda e offerta. Con la definizione di "Impresa sociale" ci si riferisce ad un'azienda che opera per fini di utilità collettiva e che si impegna a reinvestire i suoi utili in altre attività di utilità collettiva. In quanto impresa sociale, lo IAL non può essere controllata da holding che non abbiano finalità "sociali", e deve rimanere indipendente rispetto a qualsiasi altro organismo pubblico o privato.

Il "sistema IAL" prevede l'esistenza di uno IAL Nazionale S.r.l. e di una serie di Ial regionali, impegnate e diffuse capillarmente sul territorio. Grazie a questa struttura, lo IAL riesce a garantire omogeneità e unità senza rinunciare all'autonomia dei singoli IAL regionali.

 

Innovazione, Apprendimento, Lavoro

IAL significa Innovazione, Apprendimento e Lavoro, le tre parole chiave delle sue iniziative e della sua identità:

  • innovazione: l'innovazione è l'obiettivo di ogni tipo di azione intrapresa dallo IAL. L'innovazione è intesa sia come comprensione dei cambiamenti del mondo del lavoro, sia come impegno a proporre piani e progetti formativi sempre al passo con i tempi. E' questo il senso, ad esempio, dell'attività di e-learning promossa dallo IAL;
  • apprendimento: la formazione è uno dei capisaldi dell'attività IAL, perché IAL - concordando con quanto sostiene anche l'Unione Europea - considera la formazione come una delle forme più avanzate ed efficaci di tutela dei lavoratori. In questo solco va ad inserirsi l'impegno IAL nel settore della formazione continua e permanente, ovvero la formazione rivolta ai lavoratori durante tutto l'arco di vita lavorativa;
  • lavoro: come si è visto, il sostegno all'occupazione passa attraverso l'attività di formazione continua e permanente. Lo IAL, inoltre, eroga servizi di consulenza ed orientamento volti a favorire l'incontro tra domanda ed offerta di lavoro.

 

Impresa sociale per una intrapresa sociale

Lo IAL si definisce "impresa sociale per un'intrapresa sociale", intendendo dire con questo che la sua azione come S.r.l. è volta a perseguire fini socialmente utili. Convinta dell'utilità del suo ruolo di "guida" in questa fase di grandissimi trasformazioni produttive ed economiche, lo IAL intende accompagnare la società verso un nuovo modo di intendere il lavoro, i diritti e il sostegno all'occupazione.


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Il rapporto qualità-prezzo nel tapis roulant

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Il tapis roulant è uno degli attrezzi più utilizzati nell'home fitness. Aspettate, facciamo un passo indietro: l'home fitness è l'allenamento tra le mura domestiche mediante l'acquisto di attrezzature sportive da tenere comodamente in casa propria. Tra i must-have della palestra "fatta in casa" ci sono:

  • attrezzi per l'attività aerobica, ovvero una cyclette, un tapis roulant o le ellittiche;
  • attrezzi per la tonificazione muscolare come pesetti, cavigliere o kettlebells;
  • attrezzi per la schiena e per lo stretching, come il tappetino e la fitball.

 

Aspetti da valutare prima di acquistare un tapis roulant o una cyclette

Mentre l'attività di tonificazione richiede attrezzature poco ingombranti e tutto sommato economiche, l'attività aerobica risulta più complessa da svolgere in casa. Le maggiori limitazioni sono quelle inerenti il budget e lo spazio a disposizione. Prima di acquistare un attrezzo che ci servirà a muoverci e bruciare calorie, dobbiamo valutare essenzialmente tre aspetti:

  • quanto spazio ho a disposizione in casa? Lo spazio è una componente fondamentale: conoscere e misurare lo spazio dove andremo a collocare l'attrezzo con cui faremo ginnastica significa fare una prima scelta sull'attrezzo stesso. Inutile, ad esempio, puntare su un tapis roulant ad uso semi-professionale, con nastro largo quasi un metro, se poi non sappiamo dove metterlo. E non dimentichiamo che, anche se abbiamo lo spazio in una determinata camera, non è detto che ci sia lo spazio sufficiente per il trasporto. Prima di acquistare qualcosa, facciamoci dire quanto occupa il pezzo imballato e cerchiamo di capire se entra in ascensore, per le scale, se passa attraverso la porta e così via.
  • chi userà l'attrezzo? E' diverso acquistare una cyclette per una persona con problemi d'obesità da acquistare una cyclette per un atleta allenato. Contano nella scelta il peso e le dimensioni dell'utilizzatore finale, ecco perché occorre sempre sapere a chi è rivolto l'attrezzo che stiamo acquistando.
  • quanti soldi voglio spendere? Anche il denaro conta in questa scelta. Come prima: inutile andare a guardare l'ultimo modello full-optional se non vogliamo spendere cifre eccessive. Ma occhio anche a non giocare al ribasso: quello che conta non è spendere poco in assoluto, ma trovare il miglior rapporto qualità-prezzo.

 

Case study: il rapporto qualità-prezzo per un tapis roulant

Il rapporto qualità-prezzo è difficile da rinchiudere in un'espressione matematica; spesso si riduce più ad un modo di dire, oppure ad un'etichetta che si può applicare ai prodotti meno cari, a quelli in promozione etc.

La verità è che il rapporto qualità-prezzo varia in base al prodotto di cui parliamo. Nel caso del tapis roulant, ad esempio, la qualità è un parametro estremamente soggettivo, perché dipende dall'esigenza di colui che acquista. Se la mia esigenza è quella di dimagrire ed io sono una persona determinata, ad esempio, non avrò certo bisogno di un tapis roulant con uno schermo per guardare dei video: lo schermo serve più a chi sa di avere problemi di pigrizia e di costanza, per cui si aiuta distraendosi con la tv.

Se invece non posso correre, inutile guardare l'ultimo modello con motore potente e velocità fino a 20 lm/h. Meglio che io mi concentri sui tapis roulant magnetici, che non sono dotati di motore e che permettono di allenarsi con la camminata in salita.

Sul tapis roulant, nessun optional o caratteristica può essere definito a priori utile o inutile. Credete ad esempio che l'attacco aux sia superfluo? Andate a dirlo a chi corre di notte e non può ascoltare musica senza cuffie! Credete che un sistema di ammortizzazione ultratecnologico sia solo roba per fighetti? Chiedetelo ad un corridore esperto che sa di non poter rischiare con i legamenti e le articolazioni! Ritenete che il design non sia necessario in un tapis roulant? Eppure c'è chi non ha spazio ed è costretto a tenere il tapisroulant in bella mostra in salotto.

Per comprendere quale tappeto abbia il miglior rapporto qualità-prezzo chiedetevi innanzitutto cosa significa qualità per voi, ovvero quali caratteristiche irrinunciabili deve avere il vostro tapis roulant. Una volta fatto questo, potrete mettere a confronto tapis roulant con le stesse qualità, e solo allora comparare i prezzi e fare una scelta.


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Mobile advertising: è boom anche in Italia

by davide prandini Email Condividi su Facebook:

 

Il 2011 è stato un anno decisamente positivo per quanto riguarda il settore del mobile advertising. Gli investimenti pubblicitari sul canale mobile sono infatti cresciuti del 50%, passando da 37 a ben 56 milioni di euro. Ad oggi la pubblicità sui dispositivi mobili rappresenta il 5% del mercato complessivo dell'online advertising ma già si prevede che entro i prossimi 3 anni questa quota possa toccare il 10%. Tra i settori che investono maggiormente su questi strumenti troviamo l'automotive e a seguire le aziende del comparto finanziario.

Insomma, quello italiano è uno scenario decisamente promettente che può permettersi di competere anche al livello internazionale e i dati parlano chiaro. Il 40% degli italiani utilizza la banda larga mobile, il 50% degli utenti naviga quotidianamente e il dato interessante è che cresce anche il tempo speso per la navigazione. Il 2011 è stato quindi un anno fondamentale: diverse aziende (soprattutto i grandi brand) hanno intuito l'importanza del mobile come canale di comunicazione con i consumatori. C'è stata insomma una presa di consapevolezza dell'importanza del mobile come canale alternativo per raggiungere potenziali clienti dalla rete. Molto significativo in questo senso è il tasso di penetrazione degli smartphone: in Italia un utente su tre ne possiede uno. Il 50% degli utenti naviga quotidianamente, principalmente tramite wi-fi, per circa 50 minuti al giorno: molti si connettono principalmente da casa mentre una minoranza si connette dall'ufficio o da scuola. Tra i formati pubblicitari più usati troviamo il display e il Keyword Advertising (in particolare tramite Google anche se non mancano le alternative ad adsense)

Per quanto riguarda i diversi cluster di utenti troviamo molti utilizzatori dell'internet mobile per scopi ludici, mentre è ancora il numero di coloro che non hanno ancora preso piena confidenza con questa tecnologia. Per gli inserzionisti che vogliano promuovere il loro business su internet diventa quindi fondamentale guadare ai fruitori dei servizi mobile non come un unico bacino di utenza ma piuttosto come un insieme di diversi tipi utilizzatori, ognuno dei quali è più o meno propenso alla ricezione di un determinato messaggio pubblicitario.

 

 


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